LA GUERRA di LORETA CARNEVALE

  • Agosto 27, 2020 7:24 pm
  • Roma (RM)

“Perchè il mondo è un posto orribile, non gli importa di distruggere le famiglie, pensano solo alla guerra”. Una amara considerazione che può appartenere ad ogni tempo, latitudine e cultura.
Ma Loreta Carnevale, allieva uditrice presso l`Accademia d`Arte Drammatica del Lazio, per l`esordio come autrice, decide di indugiare sulla seconda guerra mondiale, e la Polonia, che ha pagato un alto tributo alla guerra in cui è precipitata. La deportazione e lo sterminio di milioni di ebrei, le difficoltà e i pericolosi vissuti dalla popolazione civile, la dura via militari e con le sue regole feroci sono il quadro nel quale ci proietta `La Guerra`.
Il lavoro, prova a mettere insieme elementi solo all`apparenza alieni e ostili, in una narrazione che, al buio orizzonte, contrappone una sole nuovo di speranza per l`umanità intera.
Ad ispirare il romanzo, come ammesso dalla stessa autrice, è la storia drammatica di Anna Frank. Sogni infranti di una giovane donna che affidava al suo diario paure, speranze, attese.
Sentimenti che trasudano anche dalle pagine di Loreta Carnevale, nelle quali la guerra assurge ad emblema del male, sospende esistenze, spezza il respiro. L`amore no. L`amore gli resiste.
Che sia quello di una figlia per un padre, una moglie per il marito al fronte, non c`è sentimento più nobile dell`amore. Supera l`odio, si cristallizza nelle parole di una lettera, resiste all`oblio. È la forza che muove il mondo.
È la ragione della nostra esistenza. Considerazioni che sono chiare a questa giovane scrittrice che nella sua prosa cristallina e scorrevole butta tutta la speranza dei suoi anni più giovani.
“La guerra” è morte, ma non è morte della speranza, nè dell`amore. È prova alle avversità della vita.

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